Seasons

Autunno Inverno Primavera Estate

Questa serie di quattro pannelli esplora la possibilità di prolungare la vita di tessuti ritenuti non più utilizzabili, lavorati un tempo da mani operose e sconosciute, trasformandoli mediante tecniche tessili.

L’artista è partita da vecchi capi di biancheria scartati, come strofinacci tessuti a mano di cotone grossolano oppure tovaglioli di lino finissimo dai monogrammi ricamati, trovati al mercato per cifre irrisorie. Queste stoffe sono testimonianza di un paziente lavoro manuale come appunto la tessitura od il ricamo, destinate ad un ambiente domestico e per un uso funzionale duraturo.

I tessuti sono stati tinti con resti di cucina (bucce di cipolla, foglie di spinaci, di carciofi, di tè, di cavolo rosso), spezie (curcuma, annatto) e talvolta un pizzico di coloranti chimici.

La traccia lasciata dalle tinture è stata ricamata con punti grandi, diversi e colorati a seconda dello stato d’animo e dell’ispirazione del momento, con un andamento puramente casuale.

I pannelli ricamati sono stati lasciati volutamente senza orlo e leggermente sfrangiati, a significare una continuità tra il passato ed il presente.

Dal momento che le tinture sono naturali, è probabile che alcune di esse tendano a sbiadire nel tempo, in un processo che suggerisce una lenta trasformazione ed una ulteriore vita.

This set of four panels explores the possibility of extending the life of fabrics thought no more usable but once worked by industrious and unknown hands, through a process of textile techniques. The artist started from old and discarded pieces of linens, like rough cotton hand woven tea towels  or very fine flax napkins with embroidered monograms, found in markets for a pittance. These fabrics are evidence of patient manual work as weaving or embroidering, meant for a domestic environment and for a long lasting functional use. 

The fabrics were dyed with kitchen leftovers (onion skins, spinach, artichokes, tea, red cabbage leaves), spices (turmeric, annatto) and sometimes a pinch of chemical colours. 

The trace left by the dyes has been embroidered with big, coloured and different stitches, according to the mood and inspiration of the moment, in a completely casual pattern.

The embroidered panels have deliberately been left without hem and a little frayed, thus meaning a continuity between the past and the present.

Since the dyes are natural, it is possible that some of them will fade in time, in a process that suggests a slow transformation and a further life.